Forse non tutti sanno che

Alberto Camerini, dando la pappa al suo primogenito Palomo, soleva proferire la seguente tenera e paterna incitazione:

“One for you, One for me (pararapparara)”

Pubblicato in: on agosto 26, 2010 at 21:26  Lascia un commento  

Scienze della Comunicazione

Al mondo ci sono cose universalmente condivise, che sembrano rifuggire il moderno concetto di relativismo. Alcuni esempi: la bontà della Nutella, la precaria salute mentale di Berlusconi, la finzionalità di figure come Babbo Natale, l’Uomo Torcia, Lanterna Verde e Dio, l’inutilità di facoltà come Scienze della Comunicazione. Soffermiamovici su quest’ultima:

Eeeeeeh la laurea delle patatine. Eeeeeeh la laurea delle crocette. Eeeeeeh ma non troverai mai lavoro. Eeeeeeh ma sarai sempre snobbato e guardato con disgusto. Eeeeeeh il suo principale teorizzatore, Marshall McLuhan, era un canadese. Cazzate, e io ho le prove inconfutabili della rispettabilità scientifica di questo corpus di discipline comunicative. Anche se purtroppo McLuhan resta canadese.

Anni addietro, sostenendo l’esame obbligatorio (8 cfu) di Semiotica delle nuove tecnologie all’interno della letteratura Sanscrita, mi prodigai nello scrivere un interessante essay dal titolo: Ipotesi sull’utilizzo di Skype per la compilazione dei Veda. La mia ampia bibliografia, prova provata della scientificità della materia (a che pro, in caso contrario, battezzarci col titolo di scienziati e fornirci di camice bianco al momento della proclamazione?) fu la seguente:

  • Il Manuale delle Giovani Marmotte vol. 4, capitoli 3 (“I nodi del marinaio”), 7 (“L’alfabeto delle bandiere”) e 16 (“Come costruire una perfetta gimcana”)
  • Zagor, vol. 68, pag. 16, vignetta in alto a destra, angolo in basso a sinistra
  • La Pimpa, num. 347 (gennaio 2002), rubrica “La posta dei Pimpini”, domanda di Lorenzo, anni 8, sull’eventuale ciclo mestruale della Pimpa
  • Youtube, il video del ciccione che balla Dragostea Din Tei
  • Wikipedia
Pubblicato in: on agosto 12, 2010 at 14:47  Lascia un commento  

“Lascio, cos’avevi?” “Tris di 7″ “Scherzi?” “Si, avevo coppia di 7″

Maicol Brenta, meglio conosciuto come Il Molosso Ugrofinnico nonostante sfiori il metro e cinquantacinque solamente in giornate dalla pressione atmosferica favorevole e dall’aria particolarmente tersa e le radici della sua famiglia affondino per almeno cinque generazioni nella bassa rodigina, è un prodigioso giocatore semi-professionista di telesina alla texana triple draw 2 to 7 hi-low, una disciplina del poker poco conosciuta al grande pubblico e poco frequentata a causa del suo regolamento, virtualmente impossibile da imparare nella sua interezza, che raccoglie elementi dei maggiori giochi di carte e non partendo dal poker a cinque carte all’italiana, passando per il bridge, scala quaranta, atout, machiavelli e Uno ma intersecandosi in maniera misteriosa anche con il backgammon, il monopoli, lotta di classe, palla avvelenata e twister.

Da tutto il mondo vengono a sfidare il Brenta in infuocati match testa a testa dalla posta altissima (puntata minima 2000 euro e un caciocavallo ben stagionato), non ultimo l’asso cingalese Tharanga Paranavithana, fuoriclasse della nazionale di cricket di Ceylon, e quindi aduso a pratiche socio-sportive di una complessità insensata, e giocatore amatoriale di telesina alla texana triple draw 2 to 7 hi-low, specializzato, a quanto riportano le cronache, nell’ambito twister della disciplina. Il Brenta, dopo sei giorni di furiosa battaglia, ebbe la meglio sul campione cingalese dopo che quest’ultimo si era ritrovato colpevolmente privo di forme di caciocavallo da puntare (vedansi l’art. 21 paragrafo 4 comma 17 del regolamento della telesina alla texana triple draw 2 to 7 hi-low, l’unico testo più lungo della Bibbia e più noioso del Signore degli Anelli. O era il contrario?). Le bestemmie snocciolate in quel contesto dal giocatore perdente passano alla storia come l’episodio de La Serendipity della Blasfemia (pagina di Wikipedia in costruzione).

Il Brenta è celeberrimo anche per i suoi strani comportamenti al tavolo. Pignolo e maniacale fino all’inverosimile. il talento rodigino utilizza sempre e immancabilmente 2 minuti e 47 secondi netti per prendere ogni decisione, cronometrando in maniera infallibile il lasso di tempo grazie all’aiuto di un comune esemplare di tartaruga di terra (Testudo hermanni) di nome Bufo (nonostante le difficoltà dell’animaletto nel manovrare il cronometro digitale Oregon Scientific sl928d). Il Brenta inoltre si vanta di possedere una vastissima cultura cinematografica e fa della divulgazione della settima arte una delle sue caratteristiche al tavolo da gioco. Non di rado Maicol si trova a citare pellicole storiche o misconosciute mettendole in relazione alle mani appena giocate e invogliando gli avversari a colmare la lacuna. Memorabile il dialogo durante una lunga partita contro il filologo e critico cinematografico Enrico Ghezzi, anch’egli avido giocatore part time di telesina alla texana triple draw 2 to 7 hi-low nonchè cultore dell’inintelligibile, in cui il Molosso Ugrofinnico se ne uscì con:

“Questa mano mi ricorda da vicino quel film in cui gli italiani combattono aspramente per respingere il nemico”

L’Agnese va a Morire?”

“No, Rocco Incula la Polonia

Maicol Brenta ha ottenuto tutto dalla vita: è ricco, ben pasciuto, ha una splendida villetta a schiera a Fiesso Umbertiano dove coltiva pacificamente il suo hobby collaterale (la collezione di scansioni a bassa risoluzione di orribili eritemi), mangia sano, defeca regolarmente, ha una prostituta di fiducia e ovviamente rimane l’undisputed champion of the world di telesina alla texana triple draw 2 to 7 hi-low. L’unico sogno che gli rimane e che ogni giorno lo tormenta è quello di sfidare Adriano Celentano a una letale partita testa a testa a carte.

“Come in quel film lì, quello in cui Celentano si fa chiamare Asso e dove bluffa e vince con coppia di 7 contro un poker di Donne”

Asso?”

“No, Casablanca“.

Pubblicato in: on agosto 12, 2010 at 01:44  Lascia un commento  

Porco giuda, quasi

Appena a nord della città di New York, sopra il Queens nell’isola di Long Island, si trova la contea di Nassau famosa per la sua ricchezza pro capite e per la sicurezza delle sue strade.

Appena a nord della città di Verona, appena dopo Parona e fra i comuni di Pescantina e Negrar, si trova la contrada di Nassar, frazione del comune di San Pietro in Cariano, famosa per sto cazzo.

Pubblicato in: on agosto 10, 2010 at 20:30  Commenti (10)  

Magnus H. Schlappschwanz IV

Magnus H. Schlappschwanz IV è titolare di un particolare record: la persona in possesso del più grande talento inespresso al mondo.

Nato nel 1956 a Betelgeuse, New Hampshire da Magnus H. Schlappschwanz II (nessuno sa perchè si sia scelto di bypassare il III nella nomenclatura familiare) e Corinna Morgenlatte, immigrati tedeschi originari di Kaiserslautern e attirati nel New England dalla scoppiettante e remunerativa industria del granito,  dalla notoriamente selvaggia vita notturna e da una condanna dai 14 ai 21 anni per apologia nazista e tortura di animali (lontre) con fini terroristici, Magnus H. Schlappschwanz IV (che apparentemente ha, fin dall’età della consapevolezza, sempre sofferto di questo bypass nominativo, crescendo nel timore di non essere abbastanza meritevole per l’elegante e nobile numero III, di avere ricevuto un nome che porta il goffo e obiettivamente anonimo numero IV in modo da rammentargli, a Magnus IV, vita natural durante la sua congenita inferiorità, dimenticando, Magnus IV, il cronico abuso di anisetta artigianale gentilmente offerta dalla comunità ascolana presente in massa a Betelgeuse da parte del padre, Magnus II, e i conseguenti vuoti di memoria e stati confusionali che potrebbero aver causato la gaffe del III) era un bambino definito da tutti non bello, ma un tipo.

Magnus IV, teneramente soprannominato Arschloch dai coetanei germanofoni, Maggie dalla madre Corinna (da cui ulteriori severe conseguenze socio/emotive su cui sorvoleremo) e Sgrhdrohfbraaa dal babbo Magnus II di ritorno dal suo lavoro alla cava di granito (Magnus II era un testatore: infilato un casco omologato si lanciava a tutta velocità contro un blocco appena tagliato, sbattendo ferocemente la testa e comprovando la bontà del materiale. Questo per otto ore al giorno, 22 volte all’ora secondo il tetto stabilito dalla lobby sindacalista dei testatori di granito) e dopo un giro o due (29) di anisetta con i colleghi marchigiani, viveva apaticamente la sua adolescenza.

Nonostante gli innumerevoli e lapalissiani talenti in lui riscontrati (un paio di esempi: era in grado di snocciolare con incredibile facilità le diverse formazioni, con tanto di riserve e massaggiatori, dell’Hansa Rostock dal 1927 al 1970. Era inoltre capace di aprire una bottiglia di birra con il solco delle chiappe) Maggie voltolava pigramente a destra e a manca senza combinare nulla di buono.

Alcune lungmiranti persone della comunità di Betelgeuse si accorsero dei promettenti talenti di Magnus IV. Fra questi la sua professoressa di cucina alla William Kaulitz High School, la signora Piccioni in Celani (di origini palesemente marchigiane, fu in seguito coinvolta nello scandalo del racket dell’anisetta annacquata), che in tutti i modi cercava di scuotere Magnus IV dal suo torpore, di smuoverlo dalla bara della sua ignavia. Ma di fronte alle insistenti rimostranze della amorevole donna Magnus IV non faceva che rispondere:

Signora, se non fossi così pigro avrei il mondo ai miei piedi. Peccato

Un giorno, in preda all’esasperazione, la Piccioni in Celani afferrò il giovane per le spalle, con quel senso per il melodramma che solo le donne con un doppio cognome hanno, e scuotendolo con forza lo apostrofò

Scuotiti ragazzo, fallo per te stesso, dai un senso alla tua vita

Magnus IV, commosso dall’affetto mostrato dalla professoressa, annuì con vigore all’invito sentendosi finalmente libero di cominciare una vita dove tutti i suoi talenti sarebbe stati espressi, dove nessun vincolo di ignavia lo avrebbe trattenuto, una vita di gioia per sè stesso e per gli altri.

Magnus H. Schlappschwanz IV è morto il giorno di natale del 1987 in seguito a un tragico incidente sul lavoro. Come testatore di primo livello (tecnicamente e per contratto: cavia umana) per la Bayer di Pawtucket, Rhode Island il giorno precedente aveva provato la nuovissima crema rassodante glitterata per addominali perfetti all’anisetta rivelatasi poi un miscuglio esiziale di nitroglicerina, asbesto puro ed Eternit.

Pubblicato in: on agosto 7, 2010 at 17:46  Lascia un commento  

Ci sono ricascato

E non ne vado fiero

Pubblicato in: on agosto 6, 2010 at 15:40  Lascia un commento  
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